5.5.19

BICCHIERINI CON CREMA AL MASCARPONE





Un dolce facile da preparare se arrivano degli ospiti inattesi. Ottimo, anche, come dessert a fine pranzo.
INGREDIENTI

Per la crema:


500 g di Mascarpone Santa Lucia
2 limoni succosi
50 g di zucchero

Per servire:

4 canestrini di cialda
250 g di cioccolato fondente
40 g di granella di nocciole
2-3 fragole

PREPARAZIONE:

Prima di iniziare a preparare la ricetta, è importante adottare un piccolo accorgimento per avere il miglior risultato: assicuratevi di tirar fuori dal frigo il Mascarpone circa 15 minuti prima della preparazione.







Fate fondere il cioccolato a bagnomaria oppure, più velocemente, nel microonde a bassa temperatura. Aiutandovi con un pennellino passate i bordi e l’interno dei canestrini con il cioccolato. Immergete i bordi nella granella di nocciole creando una coroncina. Lavate e mondate le fragole, dividetele a cubetti e tenetele da parte. Nel frattempo, lavate anche la buccia dei limoni e grattugiatene un po'. In una ciotolina diluite lo zucchero nel succo di limone. Versate quindi il Mascarpone  in una terrina e aggiungetevi il succo di limone zuccherato e la buccia di limone. Mescolate vigorosamente sino a ottenere una crema morbida e liscia. Potrete riempire i canestrini versando la crema a cucchiaiate oppure per ottenere un effetto decorativo usate il sac à poche.
Guarnite con i dadini di fragola.




COME PULIRE E SGRASSARE IL FORNO CON PRODOTTI NATURALI





In commercio sono disponibili un gran numero di prodotti specifici per la pulizia del forno, dagli interni, alle griglie, al vetro:
sicuramente molto efficaci anche verso lo sporco più ostinato, ma presentano l’inconveniente di contenere sostanze chimiche spesso nocive. Infatti persino i prodotti etichettati come “green” possono contenere sostanze dannose, e c’è il rischio che i residui di queste sostanze rimangano nel forno (e, di conseguenza, nel nostro cibo).
Fortunatamente esistono delle valide alternative del tutto naturali ed ecologiche che vi possono aiutare a pulire il forno in maniera facile e veloce, stando sicuri di non danneggiarlo. Siete pronti? Munitevi di acqua, qualche panno pulito, delle bacinelle e mettetevi all’opera con i nostri rimedi fai da te preferiti:

1) Limone
Il limone possiede numerose proprietà utili ad eliminare i residui di cibo, i batteri e i cattivi odori, e risulta pertanto un valido alleato anche nella pulizia del forno. Per prima cosa bisogna spremere il succo di due limoni e cospargerlo su tutta la superficie del forno, lasciando agire. Successivamente prendete le bucce dei limoni spremuti e mettetele all’interno di un tegame a bordi alti con dell’acqua. Infornate il tegame accendendo il forno a 180° per almeno mezz’ora: la miscela evaporerà e farà agire il limone sulle pareti e le superfici interne del forno, sciogliendo lo sporco e rendendolo più facile da rimuovere. Una volta diventata tiepida, potete usare anche l’acqua che avevate messo nel tegame per lucidare e dare un’ultima passata. Il forno non solo risulterà pulito in maniera impeccabile, ma anche lucidato! Il limone è ideale anche per pulire il forno a microonde: il procedimento è lo stesso, prendete qualche fetta di limone, mettetele in una ciotola con acqua e fate partire il forno per 5 minuti. Pulire le superfici dopo sará facilissimo!

2 ) Sale grosso
Un altro alimento sempre presente in cucina e particolarmente utile per la pulizia del forno è il sale grosso. È sufficiente miscelare 250 gr di sale grosso in 1/2 litro d’acqua fino ad ottenere un composto omogeneo da applicare sulle incrostazioni e sulle tracce di bruciato, lasciando agire per circa 15 minuti. Si ottengono risultati ottimali quando il forno è leggermente tiepido, perchè il calore aiuta a sciogliere unto e sporco: potete accendere il forno per 15 minuti prima di pulirlo, e poi lasciarlo raffreddare abbastanza da non scottarvi durante la pulizia.

3) Aceto
Anche l’aceto è un alimento dotato di infinite proprietà sgrassanti e disinfettanti. Per pulire il forno potete utilizzare una soluzione di acqua calda e aceto: prendete una pentola abbastanza capiente, riempitela con dell’acqua ed un bicchiere di aceto e portate ad ebollizione. Quando la soluzione inizia a bollire, spostate la pentola all’interno del forno portato a 100°C e lasciate lì la pentola per circa 15 minuti, il calore insieme all’evaporazione dell’aceto agiranno sulle superfici. Poi fate pian piano raffreddare sia il forno che la soluzione: potrete poi usarla imbevendo un panno per passare tutte le superfici interne. L’utilizzo dell’aceto aiuta anche a lucidare ed eliminare gli odori.
4) Bicarbonato 


Un altro prodotto che non dovrebbe mai mancare in casa per la pulizia di diverse superfici è sicuramente il bicarbonato. Le sue proprietà permettono di contrastare gli odori (infatti è l’ideale per rimuovere i cattivi odori, anche dal cestino della spazzatura) e pulire a fondo. Per la pulizia del forno potete preparare un composto di bicarbonato e acqua e aggiungere del sale: dovreste ottenere una sorta di impasto denso, da cospargere interamente sulle pareti e sui ripiani interni. Basterà lasciare agire il composto per circa un’ora e poi procedere alla rimozione delle incrostazioni servendosi di una spugna o di un piccolo raschietto: fate molta attenzione a non grattare troppo energicamente, con il rischio di danneggiare il forno! Per sfruttare le proprietà annienta-odori del bicarbonato potete posizionarne una ciotola all’interno del forno.

5) Azione congiunta
Potete potenziare le proprietà di questi ingredienti utilizzandoli insieme. Ad esempio, dopo aver utilizzato un composto di acqua e sale per pulire le pareti, potete prendere un flacone spray ed utilizzarlo per spruzzare dell’aceto nelle zone più incrostate o negli angoli più difficili da raggiungere, e poi lasciare agire. Per la pulizia giornaliera invece è sufficiente un detersivo per piatti: non usatene di chimici ma fateli voi con ingredienti naturali (ecco qui la ricetta di Tiziana per farlo con limoni, acqua e sale); basta diluire detersivo con acqua e passare tutte le superfici. Per l’interno del vetro, soggetto a grasso e schizzi di cibo, un composto di bicarbonato e detersivo è l’ideale: l’azione congiunta di questi prodotti farà di nuovo risplendere il forno! Ricordatevi inoltre che più si pulisce, meno si pulisce: una passata giornaliera del forno (o almeno, tutte le volte che lo utilizzate) vi aiuterà a tenerlo pulito più a lungo, evitando incrostazioni difficili e macchie di unto che sarà difficile rimuovere. Aiutatevi proteggendo il fondo del forno con un foglio di alluminio, così i residui di cibo e le briciole cadranno su di esso anziché depositarsi negli angoli o sulle superfici.
Quando cucinate prendete tutte le precauzioni possibili, usando il più possibile la carta stagnola e da forno, oltre che a teglie grandi e dai bordi alti.



16.4.19

LA MATERNITA' VISSUTA A 20, 30 E 40 ANNI. COSA CAMBIA?





Non esiste un’età ideale per diventare madre, piuttosto, è una questione di maturità interiore legata a
un percorso di crescita personale, che ci permette di dare spazio all’arrivo di un bambino nella nostra esistenza.


Ma che cosa cambia lungo le differenti “tappe” di questo percorso? Come lo si affronta quando si è molto giovani piuttosto che quando si ha raggiunto un’età più adulta?
Un figlio cambia la vita, inevitabilmente .Invece di temere questi cambiamenti, però, bisogna imparare ad affrontarli con serenità e fiducia, consapevoli del fatto che ci porteranno soprattutto gioia e armonia Ogni donna, indipendentemente dalla sua età, conserva dentro di sé una sorta di “istinto animale” che la rende capace di provvedere al suo cucciolo. L’unica cosa da fare, allora, è seguire questo istinto.

A 20 anni perché… ancora spensierate, si crescerà insieme al bambino Coraggiose e un po’ incoscienti. Se volessimo trovare degli aggettivi per descrivere le mamme ventenni, questi sarebbero i più adatti. Coraggiose perché – anche se la loro scelta non è sempre del tutto consapevole – queste giovani donne sanno “anticipare” lo stereotipo culturale che, nella nostra società, calibra l’evento della maternità a partire dai 30 anni. E un po’ incoscienti perché spesso affrontano questa avventura senza quasi rendersi conto dei cambiamenti che porterà con sé.
La maternità viene vissuta con maggior leggerezza, con una maggiore serenità. Ci sono meno timori, meno ansie circa l’andamento della gestazione e il parto spaventa meno, perché in qualche modo queste giovani donne si sentono in grado di gestire ogni cosa. E ci sono meno pensieri anche su ciò che accadrà quando il bebè sarà nato, perché la possibilità di inserirlo nella propria vita – senza che essa debba modificarsi – sembra naturale.

A vent’anni c’è una sorta di “plasticità” che aiuta ad affrontare meno rigidamente gli sconvolgimenti nelle abitudini quotidiane e nei ritmi biologici con i quali un neonato obbliga a confrontarsi. Per contro, la maternità procede di pari passo con il processo di maturazione di queste giovani mamme, che ancora devono lavorare su di sé, ancora devono scoprirsi. E, ancora, hanno bisogno di spazi di libertà cui, a volte, faticano a dover rinunciare. Per arginare le difficoltà conta molto il contesto in cui si vive la maternità, la rete di sostegno su cui si può fare affidamento, a livello di coppia e di famiglia.

A 30 anni perché… tra mille obiettivi, un figlio è quello più importante
Tra i 29 e i 33-34 anni: soprattutto nei grandi centri, sembra essere questa la fascia d’età in cui è maggiore il numero di donne che sceglie di diventare mamma. E, nella gran parte dei casi, si tratta di una scelta consapevole e ragionata.





In genere, le trentenni di oggi sono donne autonome e con obiettivi chiari, si sentono più sicure e, finalmente, possono lasciare spazio al desiderio di maternità. Un figlio rappresenta il coronamento di una crescita personale, ma anche l’espressione di una relazione di coppia che ha avuto tempo per costruirsi. Giovani, dinamiche, forti, le trentenni hanno ancora tanta energia da spendere: non soffrono le levatacce notturne, sopportano meglio la mancanza di sonno e la stanchezza fisica. Dal punto di vista psicologico, però, nella loro mente iniziano a farsi strada molti più turbamenti rispetto a ciò che accade alle ragazze più giovani. Perché a guidarle è già la ragione, più che l’emozione. Dopo aver lavorato per anni affinché, nella sua vita, tutto si adattasse alle sue aspettative, ora è inevitabile che, anche rispetto alla scelta di mettere al mondo un figlio, una trentenne abbia bisogno di attivare una sorta di meccanismo di controllo. La realtà dell’attesa, però, non è sempre così perfettamente controllabile.





E allora, più la maternità è costruita sulla base di una programmazione, più prevalgono ansia e tensione. Per queste donne, la sfida da vincere consiste nel trovare una nuova armonia. Nel corso della loro vita hanno potuto sperimentare se stesse e costruire la loro indipendenza. E ora sono pronte a saper trovare dentro di sé l’essenza della maternità: la capacità di essere disponibili ad accogliere un bambino e a occuparsi di lui nel modo più naturale, e meno razionale, possibile.

A 40 anni perché… realizzate sul lavoro, si è più disponibili verso il bebè Un desiderio spontaneo e intenso, urgente. Irrinunciabile e improcrastinabile, perché in qualche misura scritto dentro la legge della natura. E, nel contempo, una disponibilità totale a dedicarsi a quel figlio che ora, finalmente, ci si sente pronte ad accogliere e ad accudire.
A 40 anni, per certi versi, una donna è completamente affermata, sicura del proprio valore e soddisfatta dal punto di vista della carriera professionale. E la maternità, allora, può diventare una nuova priorità cui dedicare tutta se stessa.


A 40 anni il desiderio di un figlio è intenso, ma reale. Si è persa, almeno in parte, quell’urgenza di razionalizzare la maternità che apparteneva a una fase precedente della propria vita. Restano, però, la storia e le esperienze vissute, le emozioni e i sentimenti che ci hanno accompagnato fino a questo momento. E tutto ciò dà grande spessore, grande intensità, all’incontro con quel bambino tanto atteso. Timori? Certo, si provano anche a 40 anni. Per alcune donne l’ansia è soprattutto quella di non saper affrontare i cambiamenti che l’arrivo di un bebè porta con sé. Per altre, invece, riguarda il bambino: hanno bisogno di avere dai medici continue rassicurazioni sul fatto che lui stia bene e che loro siano “in grado” di portare avanti la gravidanza. Superato il primo, destabilizzante impatto della convivenza con un neonato, queste madri sanno offrire ai loro figli una disponibilità pressoché totale. Perché, colmato quel vuoto che sentivano nella loro esistenza, ora il desiderio più forte è quello di occuparsi di quel bimbo che hanno tanto atteso, di goderselo il più possibile, di divertirsi con lui, di poter osservare ogni sua piccola, grande, conquista.